Fermati

Fermati e respira.
Ritorna a casa,
senti l’Immensità, il vuoto,
la vibrazione che inspirando dalle narici entra in te e ravviva le cellule.
Nell’Uno riconosci la tua grandezza e poniti al servizio
Crea con la consapevolezza che non sei tu a creare,
ma la creazione avviene attraverso te,
attraverso i tuoi gesti, le tue mani, le tue parole, i tuoi passi di danza.
Entra in contatto con quella energia vitale
che con la respirazione arriva sino al basso ventre e rivitalizza,
cambia lo stato interiore,
sviluppa le endorfine ed una sensazione di felicità.
Non permettere a nessuno di bloccare questo flusso.
Trova spazio e tempo per entrare in contatto con questa essenza profonda.
Torna a casa.
Non per imitazione di un modello, ma per lasciare spazio a quel modello di essere riconosciuto ed agire.
Nel momento in cui per la società occidentale facciamo cose inutili, perché non produttive o senza apparente significato, proprio in quello spazio vuoto possono nascere le cose più interessanti.
Può trattarsi di ritrovare l’energia del gioco di quando eravamo bambini,
di una bella risata improvvisa,
o dello scrivere una poesia o comporre una musica, una danza, creare un quadro o fare uno scarabocchio su un foglio.
Dal vuoto nasce la vita.
Io sono la via, la verità e la Vita.
Quindi non bisogna avere paura del vuoto,
ma cercare il contatto con esso, tramite un apparente riposo,
la meditazione, la preghiera
o il semplice non fare nulla
stando per esempio a contemplare il paesaggio.
Abituati quindi al non fare e dalla fonte sentirai la tua grandezza.
Quel che segue sarà una semplice conseguenza di questo contatto.
Rilassati, abbandonati, ritrovati.
Quando la vita meccanica vuol trascinarti con forza verso il basso,
metti un ferro dietro la porta ed entra nel tuo spazio di luce.
Metti uno stop, ritrovati e riparti con una maggiore consapevolezza.

29 Aprile 2020 Tesi TFA Sostegno: meditazione e percezione del corpo nella didattica inclusiva

Il 29 aprile 2020 finalmente ho concluso, con una discussione online, il CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER LE ATTIVITÀ’ DI SOSTEGNO DIDATTICO AGLI ALUNNI CON DISABILITA’ (TFA) – PER LE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO, frequentato presso l’Università di Catania. 

Video: Meditazione e percezione del corpo nella didattica inclusiva

20200429_094700
SPECIALIZZATA SUL SOSTEGNO

RIASSUNTO DELLA MIA TESI: MEDITAZIONE E PERCEZIONE DEL CORPO NELLA DIDATTICA INCLUSIVA 

Il concetto di DISABILITA’ ha subito diverse revisioni negli anni passando da un modello medico, che puntava l’attenzione sul deficit, sulla menomazione, a un modello BIO-PSICO-SOCIALE.  Secondo la classificazione internazionale del funzionamento e della disabilità e della Salute ICF (2001) la Disabilità è la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra stato di salute del soggetto e contesto; il contesto è dato da fattori personali e fattori ambientali che possono essere facilitanti o ostacolanti per lo sviluppo della persona.

Ciò che la SCUOLA dovrebbe fare per i soggetti con disabilità trova la sua radice nell’ART.3 della Costituzione secondo cui Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Quindi la scuola deve mettere al centro dell’azione didattica il concetto di PERSONA, anche in caso di alunni in condizione di disabilità e rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscono lo sviluppo. La persona va considerata in tutte le sue componenti: logico-razionale, affettivo-sociale ma anche percettivo-motoria. Infatti nel mio elaborato finale evidenzio come sia necessaria una strategia didattica che coinvolga maggiormente il CORPO.

Del resto Filosofi come J.-J. Rousseau, pedagogisti come Maria Montessori, psicologi come Jean Piaget e Bruner e movimenti come l’attivismo, il costruttivismo con la conferma delle neuroscienze, hanno ribadito come il corpo abbia un fondamentale potere di mediazione per realizzare l’apprendimento e non solo. Per gli alunni con disabilità in particolare, il corpo ed il movimento sono chiavi di accesso per lo sviluppo di IDENTITA’, AUTONOMIA, COMPETENZE, FUNZIONI GLOBALI E ABILITA’ OPERATIVE, e l’esperienza è un processo di facilitazione di altri apprendimenti (Sibilio).

Ma sebbene sulla carta tutto questo sembra assimilato, nella realtà le cose non stanno così. Durante il mio TIROCINIO, condotto in una classe terza in cui vi è una ragazza con paralisi celebrale infantile con tetraparesi distonica e disartria, i ragazzi stavano seduti per circa 5/6 ore al giorno, con brevi pause durante la ricreazione, in cui però dovevano rimanere confinati in aula; ed inoltre venivano a scuola con zaini pesantissimi con danno per la colonna vertebrale e alla salute. Questo è lo specchio di come ancora a scuola si dia più importanza all’aspetto intellettuale che quello corporeo e in questo modo la scuola diventa un contesto ostacolante per il pieno sviluppo della persona umana.

Quindi la grande sfida del sistema scolastico è trovare strategie didattiche che coinvolgano maggiormente il corpo. In tal senso penso che sarebbe utile volgere lo sguardo verso ORIENTE, dove il corpo è considerato sacro in quanto porta d’accesso per entrare in contatto con il proprio Sé più profondo e con l’infinito. In oriente infatti usano tecniche, come la meditazione statica e dinamica che utilizzano la senso-percezione, e che portate nelle scuole occidentali potrebbero dare un grande contributo; infatti nel momento in cui la mente è impegnata a percepire il corpo, il respiro, nella staticità o nel movimento, non può pensare al passato o al futuro e si immerge totalmente nel momento presente sviluppando le ABILITA’ COGNITIVE dell’attenzione, concentrazione, memorizzazione. Inoltre la meditazione favorisce l’INTUIZIONE di essere UNO CON TUTTO, in rete con tutti e con tutto il creato, sviluppando LE ABILITA’ PRO-SOCIALI, le COMPETENZE DI CITTADINANZA come il rispetto dell’altro  e dell’ambiente e della Natura; la valorizzazione delle differenze, dell’unicità, delle pluralità viene promossa anche da danze meditative in cerchio, come la Danza del Diamante, da me creata, sulla quale ho scritto un libro e per la quale sono stata ricevuta da Papa Francesco, in cui sentendosi come le facce di un diamante unico che prende la luce dall’alto e la manifesta all’esterno tramite esse, sviluppa il senso di appartenenza di cui parla Andrea Canevaro e di unione, nel rispetto delle pluralità, delle unicità, delle differenze delle persone, superando così le etichette, perché non si dovrebbe parlare in futuro più di BES ma di bisogni educativi PERSONALI.

La percezione alimentata in ORIENTE tramite la meditazione, è importante soprattutto per gli alunni con disabilità; in caso di DEFICIT SENSORIALI ad esempio è importante lavorare attivando le risorse residuali mediante i sensi vicarianti; nel caso di disabilità visiva, l’esperienza manipolativa e l’attivazione del canale tattile fanno percepire al cieco le forme e avere un’idea degli spazi.

Come inserire la meditazione a scuola? Si può fare dedicando in diverse parti della mattinata alla meditazione statica e dinamica oppure inserendola come materia così come sta facendo l’Inghilterra in 370 scuole.

Inoltre per un maggiore coinvolgimento del corpo a scuola per lo STUDIO DI DISCIPLINE, si dovrebbe fare una maggiore ricerca pedagogica condotta dai docenti con gli alunni portando per esempio lo studio in palestra, creando laboratori esperienziali, attività in aula dinamiche ed usando le nuove tecnologie. Ma occorre prevedere anche momenti di svago in movimento, contro lo stress della staticità, e attività extrascolastiche differenziate per sviluppare i talenti e le potenzialità di ognuno.

NEL MIO TIROCINIO ho potuto sperimentare quanto sostenuto nell’elaborato teorico in due UDA.

Infatti la classe terza era composta da 23 alunni compresa una ragazza con PCI in carrozzina; dal profilo dinamico funzionale, alla base del PEI, si evince che per l’area psicomotoria la ragazza ha motricità fine compromessa con conseguente difficoltà nella scrittura, nell’area neuro-psicologica i tempi di attenzione sono brevi, ma sostenuti da una grande forza di volontà, il quadro motorio le impedisce di acquisire le autonomie funzionali  e per l’area affettivo relazionale ha una bassa autostima, ma è molto socievole. Quindi nel PEI sono stati riportati gli obiettivi per aree, le metodologie usate sono state Reverse Role Tutoring, dove io spesso facevo la parte della sua allieva, brainstorming, peer tutoring, cooperative Learning e come mezzi la LIM, pc, tablet mappe concettuali e testi semplificati. Ma ho avuto l’occasione di sperimentare altre metodologie che utilizzassero il coinvolgimento del corpo per lo studio dell’inglese e lo sviluppo di tutte le potenzialità.

In un caso l’insegnante di inglese ha proposto lo studio del testo della canzone Holiday di Madonna e io ho creato una coreografia coinvolgendo anche l’alunna disabile in un’ottica inclusiva; per cui ha sviluppato, con gli altri, le competenze in lingua inglese cantando e danzando, quindi divertendosi.

Così pure un’altra UDA prevedeva lo studio di una danza meditativa detta DANZA DEL PRESENTE, che consisteva in una frase che invitava a vivere intensamente il momento presente formulata in italiano e in inglese, a cui venivano associati movimenti del corpo; ha permesso di sviluppare: abilità cognitive, l’attenzione per il significato della frase stessa ma anche per la concentrazione e la percezione richiesta per eseguire i movimenti; le abilità psicomotorie MIGLIORANDO LA COORDINAZIONE DEI MOVIMENTI E LA MOTRICITA’ FINE, tanto che l’alunna la lezione dopo ha scritto molto meglio, rispettando il rigo e con carattere piccolo; ed ha anche migliorato le competenze di lingua inglese e le abilità pro-sociali.   Partendo dal presupposto che le attività che coinvolgono il corpo hanno un impatto nella plasticità cerebrale nel mio E-BOOK ho riportato il video Tutorial realizzato con l’aiuto delle alunne sulla danza del Presente e varie applicazioni per lo studio della struttura del neurone e l’anatomia del cervello come la mappa concettuale con Mindomo e diversi giochi creati con LearnigApp, la visione tridimensionale del corpo umano con ZygoteBody e i verbi irregolari in inglese con il Quiz online Kahoot.  CONCLUDENDO penso che per un maggiore coinvolgimento del corpo nella didattica sarebbe necessaria una ricerca pedagogica sperimentale dei docenti con gli alunni in palestra o attraverso laboratori e attività in aula ed uno sguardo ad Oriente che attraverso tecniche come meditazione sviluppa la senso-percezione fondamentale per la nascita di una NUOVA CONSAPEVOLEZZA che faccia passare dal COSA al COME, DAL CONOSCERE al SAPER FARE E DAL SAPER FARE ALL’ESSERE CONSAPEVOLE migliorando non solo la qualità dell’apprendimento, ma anche la qualità della Vita degli alunni, in linea con concetto che il PEI non può essere limitato al contesto scolastico ma va incastonato nel progetto di vita degli alunni con disabilità, favorendo il pieno sviluppo della persona.

Danza nel tempio di Selinunte – 14 agosto 2019

Come resistere alla tentazione di danzare dentro un tempio? Impossibile!

Il Tempio, luogo di culto, luogo sacro, con una spiritualità intrisa nelle sue colonne. Nel tempio Gesù predicava, nel Tempio ha ribaltato i tavoli dei mercanti, nel tempio è rimasto tre giorni da piccolo a predicare mentre i suoi genitori in ansia lo cercavano. Tempio come luogo di culto delle divinità, dove immagino le danze e i riti delle sacerdotesse. E noi li così piccole tra quelle colonne abbiamo voluto rendere il nostro omaggio a Dio con la preghiera danzata. Fantastico!

Per la prima volta danzando ho provato brividi fortissimi in tutto il corpo! Non avrei mai smesso! ma..

Abbiamo danzato “dolce sentire” e Michael Angelus Pacis.

Grazie a Eva, Loredana e Vincenza per aver voluto condividere questa piccola follia!

Esibizione Festival Scialla – 31 luglio 2019 NH Hotel

L’Associazione InOltrArti è stata invitata ad esibirsi con la Danza del Diamante in occasione del Festival Scialla organizzato all’NH Hotel da Roberto Bellavia e Aura Lopes.

Si tratta di un Festival Multiculturale che ha ospitato musicisti ed artisti di varie parti del mondo. La Danza del Diamante, che come le danze arcaiche, è un mezzo per celebrare Dio, si avvicina proprio per questa sua matrice spirituale a molte danze che avevano in origine uno scopo trascendentale o di richiesta di una grazia agli Dei; mi riferisco alla Danza indiana, alla danza africana, alla danza orientale, danze Sufi, danze degli indiani d’America. Motivo per cui ho lavorato a Palermo, città tipicamente multiculturale, con gruppi di Tamil e africani, dando ed apprendendo da loro dei movimenti che hanno arricchito le coreografie. Al Festival Scialla, con le ragazze di InOltrArti e Santa Silvia, abbiamo potuto dare il nostro contributo multiculturale, ricordando l’arricchimento che deriva dal conoscere e lavorare con altre etnie. Progetto da continuare.

Esibizione Baia del Corallo 18 luglio 2019

Dimostrazione finale del corso di Danza del Diamante 2018/2019 fatta il 18 luglio 2019 nella magnifica cornice della Baia del Corallo a Sferracavallo.

Ringrazio i componenti della Parrocchia Santa Silvia per la costante partecipazione e coloro che hanno voluto condividere con noi questa bellissima esperienza. Il mare, le candele, il fuoco, le musiche tutto ha contribuito a rendere magico questo momento, a trasmettere anche agli altri il rilassamento e quella sensazione di benessere che derivano dal danzare insieme e celebrare la vita e la Natura come manifestazione di Dio.

Anche i bambini sono stati attratti dai veli, dal fuoco e dai colori..

Ho trascorso un onomastico davvero speciale concluso con una cena di 20 persone. Uniti oltre la Danza!

 

Lillo 98 anni, danza con noi – video di Repubblica.it

Video di Repubblica.it: Lillo 98 anni, dalla guerra alla Danza del Diamante

62004078_2220762927958867_2214667480654151680_n

Calogero Casuccio, di 98 anni, frequenta Il Servizio della pastorale per gli anziani della Parrocchia Maria Ausiliatrice dove insegno ogni lunedì Danza del Diamante. E’ stata una sorpresa per me vedere la vitalità e la forza che lo ha spinto ad unirsi al cerchio della Danza del Diamante e danzare con noi il Cantico delle creature. Ha percepito questa danza come una forma di preghiera e ne ha percepiti i benefici a livello oltre che di spirito, anche muscolare e mentale. Lillo ha vissuto la prigionia ai tempi del fascismo e in questo breve video racconta la sua esperienza. La Fede gli ha dato la forza di continuare a vivere e ricominciare senza mai smettere. E’ un esempio per tutti noi.

 

Esibizione 1 giugno 2019 Don Orione

20190601_161740

L’1 giugno 2019 la Parrocchia Maria Ausiliatrice ha organizzato un evento al Don Orione che comprendeva l’esibizione di Danza del Diamante e il Musical di Mery Poppins.

La danza del diamante è stata eseguita dai gruppi della Pastorale degli anziani delle parrocchie di Maria Ausiliatrice e Santa Silvia di Cardillo con l’associazione InOltrArti e musica dal vivo suonata dal gruppo Fogart.

Sono state eseguite la danza dei pianeti e il cantico delle creature.

 

 

 

Educarnival 2019 Palermo: Danza del Diamante con 4 classi delle scuole Alcide De Gasperi e Collodi

20190303_15110453101726_2421702311432609_5009348909990936576_o

Ho avuto il piacere di collaborare con le Scuole Alcide de Gasperi e Collodi creando le coreografie di Danza del Diamante sulle quattro stagioni per l’edizione di Educarnival 2019, manifestazione, giunta alla quinta edizione, promossa dal Cral Istruzione, dall’Ufficio scolastico regionale e dal Comune di Palermo. L’evento di quest’anno dal titolo Educhiamo all’ambiente giocando con l’arte, ha affrontato attraverso il gioco temi che vanno dalla corretta alimentazione, alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, l’arte in cucina e lo sport, senza perdere di vista il rispetto delle diversità culturali e dell’integrazione. Il rispetto dell’ambiente ha visto le scuole e le famiglie impegnate nella lavorazione di maschere e carri con mezzi quali: cartapesta, carta di giornale, colla di farina, creta, gesso, giunchi. 

Sono stata coinvolta dalle Scuole di primo grado Alcide de Gasperi e Collodi come esperta di danza proprio in quanto la Danza del Diamante celebra la Vita e la Natura con i 4 elementi naturali e in più nasce per essere danzata all’aperto, nella cornice naturale delle piazze, dei giardini e del litorale marino.

E’ così cominciata questa bellissima avventura che ha coinvolto 4 classi con circa 20 bambini l’uno del quarto anno. Le prove sono state entusiasmanti in quanto i bambini si sono mostrati attenti e precisi, hanno imparato a coordinare i movimenti andando a tempo di musica e hanno vissuto le stagioni in maniera cinestetica, usando il corpo e la danza come mezzo di espressione, sviluppando la creatività, diventando a tratti protagonisti della creazione coreografica. 

Ho notato che a volte avevano avevano difficoltà ad interagire se di sessi diversi. I maschietti tendevano a fare gruppo e a volte mostravano disagio nel prendere per mano le bambine, ma a poco a poco si sono abituati. Inoltre la danza in cerchio ha permesso l’integrazione di bambini si nazionalità straniera o con bisogni educativi speciali perché molto motivati nonostante le difficoltà, e rilassati in quanto nel cerchio non c’è gerarchia ma si è tutti alla pari.

Così insieme si è danzato “il clima” esteriore ed interiore delle stagioni; l’estate con il Sole e la sua allegria e leggerezza; l’autunno con la pioggia e la malinconia; l’inverno con pioggia, fulmini, neve e pupazzi e la voglia di stare vicini; la primavera con lo sbocciare del fiori, l’apertura ed il risveglio della Natura. 

Tutto splendido. Armonioso. Un colpo d’occhio con i vestiti creati dalle famiglie e dalla scuola, danzato davanti il Teatro Massimo in occasione della sfilata dei carri del 3 marzo 2019. 

Arte, danza, integrazione e rispetto dell’ambiente. Con la Danza del Diamante e gli splendidi costumi abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi richiesti.